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Giurisprudenza di merito  Massimario - documenti in elenco n.  4
 

Massimatore: dr. Alessandro Farolfi (Tribunale di Ravenna)


Tribunale Ordinario di RAVENNA - Decreto 29/05/2020 - 29/05/2020
Presidente del Collegio dr. Roberto Sereni Lucarelli, Giudice Estensore dr. Alessandro Farolfi

Concordato preventivo – Piano concordatario in continuità aziendale – Quorum del ceto creditorio – Approvazione della proposta (fattibilità economica)Opposizioni – Inammissibilità\ Infondatezza – Giudizio di omologazione – Controllo di legittimità del GD – Principio di atipicità della proposta concordataria – Fattibilità giuridica del piano – Omologa del CP – (Clausola generale del miglior soddisfacimento dei creditori)

E’ ben vero che l’art. 180 l.f. riconosce la legittimazione a proporre opposizione non solo ai creditori dissenzienti, bensì a “qualunque interessato”, ma la giurisprudenza da sempre circoscrive tale posizione ulteriore a quella di un soggetto che sia titolare di un interesse attuale e concreto perché in qualche modo direttamente inciso dalla omologazione cui presta opposizione. Tale legittimazione non può perciò essere riconosciuta al soggetto che si affermi titolare di un credito contestato nei confronti di una società in bonis controllata da quella in concordato e che si limiti a dedurre l’esistenza di circostanze tali da diminuire la propria garanzia patrimoniale verso la contestata creditrice, diversa da quella in concordato, sulle quali non incide la presente omologazione.

L’art. 160 co. 1 lett. a) l.f. ha introdotto nell’ordinamento un principio di atipicità della proposta concordataria che può pertanto prevedere anche un soddisfacimento non monetario dei crediti concorsuali. Da tempo è perciò riconosciuta la possibilità di inserire nel piano di concordato la realizzazione di operazioni di carattere straordinario, come l’affitto d’azienda, l’aumento di capitale con conversione forzosa in equity dei crediti, l’emissione di titoli obbligazionari, operazioni di fusione o scissione societaria. Trattasi, peraltro, volta a volta di verificare la legittimità della singola operazione rispetto ad una disciplina che va ricostruita secondo un principio di reciproca integrazione, dando luogo a quello che icasticamente è stato definito diritto societario-concorsuale.

Per quanto riguarda gli strumenti finanziari partecipativi, più in particolare, l’addentellato normativo circa la loro utilizzabilità in sede di concordato preventivo va ricercato – oltre che nel già citato art. 160 co. 1 l.f., ove parla espressamente di “attribuzione ai creditori di … altri strumenti finanziari e titoli di debito” – nell’art. 2346 c.c., il cui ultimo comma afferma che “resta salva la possibilità che la società, a seguito dell’apporto da parte dei soci o di terzi anche di opera o servizi, emetta strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nell’assemblea generale degli azionisti. In tal caso lo statuto ne disciplina le modalità e condizioni di emissione, i diritti che conferiscono, le sanzioni in caso di inadempimento delle prestazioni e, se ammessa, la legge di circolazione”.

Anche nel caso di concordato in continuità, l’introduzione della possibilità di revocare l’ammissione alla procedura se l’esercizio dell’impresa si rivela dannoso per i creditori (perché ad es. invece di produrre utili e flussi finanziari al servizio della buona riuscita della proposta, drena cassa e risorse che altrimenti andrebbero a beneficio dei creditori) non significa aver voluto attribuire all’ufficio giudiziario un vaglio di convenienza economica o sulla riuscita “satisfattiva” del piano, salvo il caso della implausibilità delle assunzioni su cui si fonda e della evidente carenza di fattibilità del medesimo.


Massimatore: avv. Alberto Neri e avv. Alberto Prati (Foro di Reggio Emilia)


Tribunale Ordinario di BOLOGNA, Sezione Specializzata in Materia di Impresa Civile - Ordinanza 18/06/2020 - 18/06/2020
Giudice Unico dr. Fabio Florini

Società – Società a responsabilità limitata – Accesso alla documentazione sociale ed estrazione di copia – Ordine di esibizione – Esame della documentazione attraverso terzi professionisti appositamente incaricati – Provvedimenti cautelari – Urgenza – Istanza cautelare ante causam – Legittimità e fondatezza

Rif. Leg.: art. 2476 c.c., art. 700 c.p.c.

Per i singoli soci di Srl sforniti di cariche gestorie, l’esercizio dell’accesso alla documentazione ritenuta utile a verificare gli elementi di interesse riguardo l’andamento della società a responsabilità limitata cui partecipano, non trova limiti specifici, se non quelli desumibili dal comportamento secondo buona fede, ed in generale dalle esigenze di tutela della società medesima; attengono all’esercizio della suddetta facoltà anche la possibilità di estrarre copia della documentazione richiesta, nonché di operare l’esame attraverso terzi professionisti appositamente incaricati. L’interpretazione più diffusa circa l’interesse ad agire e la nozione di periculum tipici dell’art. 2476, comma 2, c.c. riconosce tale requisito come insito nella posizione di socio, destinatario di obblighi e diritti i cui presupposti di fatto debbono essere costantemente noti al relativo titolare, sotto il profilo sia attivo che passivo.


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Tribunale Ordinario di Ravenna, Sezione Fallimentare - Decreto 29/05/2020 - 29/05/2020
Presidente del Collegio dr. Roberto Sereni Lucarelli, Giudice relatore estensore dr. Alessandro Farolfi

Concordato preventivo – Piano concordatario in continuità aziendale – Quorum del ceto creditorio – Approvazione della proposta (fattibilità economica)Opposizioni – Inammissibilità\ Infondatezza – Giudizio di omologazione – Controllo di legittimità del GD – Principio di atipicità della proposta concordataria – Fattibilità giuridica del piano – Omologa del CP – (Clausola generale del miglior soddisfacimento dei creditori)

Rif. Leg.: art. 26, 104, 111, 160, 161, 162, 163, 171, 172, 174, 176, 177, 178, 180, 182, 182 quinquies, 184, 186, 186 bis RD 267/1942 (Lg. Fall.re);

A fronte della proposta e del piano di concordato preventivo diretto, in continuità aziendale, il Tribunale fallimentare in persona del Giudice Delegato prescinde da una valutazione della proposta concordataria che attenga ai crediti ed ai creditori se non al fine di verificarne la coerente suddivisione in classi parallelamente al parere del Pubblico Ministero e agli ‘assensi’ espressi, a fronte dei crediti e dei debiti, dai Commissari Giudiziali, nonché il Giudice Delegato opera al fine consequenziale e principale di stabilire il quorum del ceto creditorio imprescindibile nel contesto dell’adunanza ad esso riservata e nella quale i creditori ammessi devono esprimere il loro consenso o dissenso a fronte della domanda di concordato pervenendo così, sul piano sostanziale, a manifestare ed a rendere esplicito un giudizio di “fattibilità economica”, o meno, del piano concordatario approvandone, o meno, la proposta, valutazione ad essi — in via esclusiva — demandata. L’esenzione di una verifica da parte del Giudice Delegato attinente alla qualità e fondatezza dei crediti, come pure l’assenza della formazione di uno stato passivo — imprescindibile invece nella procedura concorsuale maggiore del fallimento —, si coniugano nella valenza puramente ‘amministrativa’ della considerazione e definizione dei crediti concorsuali, che esita in un complesso provvedimento, anche del Giudice Delegato, di “ammissione dei crediti” avente carattere provvisorio e privo di carattere decisorio, assumendo all’opposto rilevanza esclusivamente ai fini dell’ammissione al voto dei creditori, ciò che determina l’inammissibilità delle opposizioni che vengano eventualmente proposte in punto di prededuzione, natura privilegiata o chirografa del credito, mancata inclusione nel novero dei creditori strategici. Per principio generale, l’ammissione dei creditori e la loro suddivisione in classi esclude una censura nel merito delle destinazioni controllate dal Giudice Delegato.

Cfr.: Cass. civ., Sez. I, Sentenza 05.03.2020, n. 6197, in Fallimento, 2020, 5, 710; Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza 02.03.2020, n. 5685, (rv. 657207-01), in Fallimento, 2020, 4, 463 con nota di Leuzzi e in Quotidiano Giuridico, 2020; Cass. civ., Sez. I, Ordinanza 08.01.2019, n. 208, (rv. 652543-01), in Fallimento, 2019, 4, 532 e in Fallimento, 2019, 8-9, 1047 con nota di Santi Frascaroli; Cass. civ., Sez. I, Sentenza 21.12.2018, n. 33350, (rv. 652256-01), in Fallimento, 2019, 5, 623 con nota di Viotti; Cass. civ., Sez. I, Ordinanza 20.04.2018, n. 9927, (rv. 648551-01); Cass. civ., Sez. I, Sentenza 18.01.2018, n. 1181, (rv. 647227-01), in Fallimento, 2018, 5, 547 con nota di Brogi e in Corriere Giur., 2018, 3, 424; Cass. civ., Sez. I, Sentenza 25.09.2014, n. 20298 (rv. 632470); Cass. civ., Sez. I, Sentenza 17.06.1995, n. 6859, in Fallimento, 1996, 1, 50 e in Giust. Civ., 1995, I con nota di Lo Cascio; inoltre, i citati provvedimenti, sul sito web “Pluris on line”, Utet\ Cedam, ed. Wolters Kluwer Giuridica;

nell’ambito della giurisprudenza di merito, Tribunale Bassano del Grappa, Decreto, 24 maggio - 28 maggio 2013, pres. estensore Silvano Colbacchini, sul sito web “Pluris on line”, Utet\ Cedam, ed. Wolters Kluwer Giuridica; nonché, v. C. d’Appello, Napoli, 06.08.2013 in Fallimento, 2013, 11, 1405; Tribunale Firenze, 9 maggio 2012;


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Tribunale Ordinario di Ravenna, Sezione Fallimentare - Decreto 29/05/2020 - 29/05/2020
Presidente del Collegio dr. Roberto Sereni Lucarelli, Giudice relatore estensore dr. Alessandro Farolfi

Concordato preventivo – Piano concordatario in continuità aziendale – Quorum del ceto creditorio – Approvazione della proposta (fattibilità economica)Opposizioni – Inammissibilità\ Infondatezza – Giudizio di omologazione – Controllo di legittimità del GD – Principio di atipicità della proposta concordataria – Fattibilità giuridica del piano – Omologa del CP – (Clausola generale del miglior soddisfacimento dei creditori)

Rif. Leg.: art. 26, 104, 111, 160, 161, 162, 163, 171, 172, 174, 176, 177, 178, 180, 182, 182 quinquies, 184, 186, 186 bis RD 267/1942 (Lg. Fall.re);

Il giudizio di omologazione della proposta concordataria, ed in ispecie, del piano di concordato preventivo in continuità aziendale, esclude qualunque accertamento dei requisiti di meritevolezza e convenienza economica da parte del Giudice Delegato, chiamato esclusivamente ad un vaglio e ad un controllo di legittimità che si sostanzia nella costante verifica della effettiva realizzabilità della causa concreta del concordato, ossia della tangibile possibilità di soddisfacimento dei crediti così come ammessi per classi e ciò anche all’egida del principio di atipicità della proposta concordataria — che legittima il soddisfacimento dei crediti chirografari pure in forma non monetaria ed attraverso strumenti finanziari partecipativi (SFP) convertibili in obbligazioni —. Ne consegue che opera, con riguardo al Giudice Delegato ed alle funzioni da lui esercitate nel contesto del Concordato Preventivo, una clausola generale ravvisabile nell’assidua adesione al criterio del “miglior modo perseguibile ai fini del soddisfacimento dei creditori” ed al contempo nel potere di intervento qualora quel criterio non sia realmente perseguito — ossia se ne palesi, nell’evolversi delle situazioni, la compromissione, anche solo parziale, o l’impossibilità tout court a ché abbia a realizzarsi a causa di un evidente rapporto di esiguità, di insufficienza o di aleatorietà dei mezzi predisposti in concreto nella procedura concorsuale in continuità aziendale ai fini del suo compimento, e ciò sempre sulla base della attestazione del piano concordatario e del giudizio, pur di congruità, che su di esso abbiano espresso i Commissari Giudiziali —.

Cfr.: Cass. civ., Sez. I, Sentenza 27.09.2018, n. 23315, (rv. 650759-01); Cass. Civ., Sez. I, Sentenza 04.05.2016, n.8799; Cass. civ., Sez. I, Sentenza 19.02.2016, n. 3324, (rv. 638668), in Fallimento, 2016, 7, 789 con nota di De Santis e in Giur. It., 2016, 12, 2671 con nota di Russo; Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza 23.01.2013, n. 1521, (rv. 624794), in Corriere Giur., 2013, 5, 633 con nota di Pagni, in Fallimento, 2013, 10, 1313, in Riv. Esec. Forzata, 2013, 2, 346, in Giur. It., 2013, 12, 2538 con nota di Fauceglia, in Riv. Dir. Proc., 2014, 1, 218 con nota di Villa e in Corriere Giur., 2013, 5, 633 nota di Pagni; inoltre, i citati provvedimenti, sul sito web “Pluris on line”, Utet\ Cedam, ed. Wolters Kluwer Giuridica;



 
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