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Giurisprudenza di merito  Massimario - documenti in elenco n.  2663
 
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Massimatore: dott. Gianluigi Morlini (Tribunale di Reggio Emilia)


Tribunale Ordinario di REGGIO EMILIA, Sezione II Civile - Ordinanza 15/07/2022 - 15/07/2022
Giudice Unico Estensore dr. Gianluigi Morlini - Immobiliare S.IM.MO s.r.l. (avv. Ferrari Bergomi) c. G2 s.r.l. (avv. Cazzella)

Rigetto istanza di concessione della provvisoria esecuzione ex art. 648 c.p.c. o istanza di sospensione della provvisoria esecuzione ex articolo 649 c.p.c. – Riproponibilità istanze - Ammissibilità – Sussiste.

Rif. Leg.: Artt. 177, 648 e 649 c.p.c.

E’ ammissibile la riproposizione sia di una istanza di concessione della provvisoria esecuzione ex art. 648 c.p.c., sia di una istanza di sospensione della provvisoria esecuzione ex articolo 649 c.p.c., a seguito di un iniziale rigetto di tali istanze.


Massimatore: dott. Gianluigi Morlini (Tribunale di Reggio Emilia)


Tribunale Ordinario di REGGIO EMILIA - Sentenza 27/04/2022 - 27/04/2022 n. 537
Giudice Estensore dr. Gianluigi Morlini - X e Y (avv. Salvati e Mazzotta) c. Neos s.p.a. (avv. Villaschi, Gatti e Chiarenza)

Trasporto aereo internazionale - ristoro indennitario previsto dall’articolo 7 Regolamento CE n. 261/2004 – estensione anche ai casi di ritardo del volo e non solo cancellazione - norma speciale di stretta interpretazione – necessità della presenza dei requisiti di cui all’articolo 3.

Rif. Leg.: Artt. 3 e 7 Reg CE n. 261/2004

In tema di trasporto aereo internazionale, il ristoro indennitario previsto dall’articolo 7 Regolamento CE n. 261/2004 senza dover provare alcun pregiudizio, che secondo l’interpretazione data dalla giurisprudenza eurounitaria riguarda anche il ritardo nel volo e non solo la cancellazione, rappresenta una norma speciale di stretta interpretazione; ed il risarcimento per il ritardo è comunque subordinato alla presenza dei requisiti di cui all’articolo 3, e cioè che i passeggeri sia siano presentati all’accettazione secondo le modalità stabilite e all’ora precedentemente indicata.


Massimatore: dott. Gianluigi Morlini (Tribunale di Reggio Emilia)


Tribunale Ordinario di REGGIO EMILIA, Sezione Seconda Civile - Sentenza 17/02/2022 - 17/02/2022 n. 188
Giudice Monocratico dr. Gianluigi Morlini - X (avv. D’Incecco) c. Centro medico Privato Alfa (avv. Lerro) e Y (contumace)

Responsabilità sanitaria - onere della prova – onere del paziente di provare il nesso causale tra insorgere della patologia e condotta del medico – causa del danno incerta - rigetto della domanda.

Rif. Leg.: Artt. 1218 e 2697 c.c.

Nel caso di dedotta responsabilità sanitaria, l’onere della prova va modulato sulla cosiddetta scomposizione del ciclo causale in due elementi: spetta innanzitutto al paziente provare il nesso causale tra l’insorgere della patologia e la condotta del medico; solo in un secondo momento, laddove il paziente abbia dato prova di tale ciclo causale, il sanitario deve provare il pieno rispetto delle leges artis o comunque delle best practices, evidenziando la causa non imputabile che gli ha reso impossibile fornire la prestazione corrispondente ai canoni di professionalità dovuti. Consegue che, nel caso rimanga incerta la causa del danno lamentato, la domanda risarcitoria del paziente dovrà essere rigettata, non avendo il paziente stesso provato il nesso causale tra l’insorgere della patologia e la condotta del medico.


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Tribunale Ordinario di Bologna, Sezione Seconda Civile - Ordinanza 03/02/2022 - 03/02/2022
Giudice Unico estensore dr. Marco D’Orazi

Competenza e giurisdizione – Giurisdizione italiana verso lo straniero – Società italiana distributrice esclusiva per l’Italia – Risoluzione del\ Recesso dal\ contratto della preponente francese – Istanza cautelare – Competenza giurisdizionale del giudice italiano adìto – Giurisdizione italiana e diritto applicabile – Applicazione della legge straniera (francese)Provvedimenti cautelari – Urgenza – Risoluzione del\ Recesso dal\ contratto – Illegittimità (fumus boni juris) – Difetto di attualità del pericolo (periculum in mora) – Reiezione dell’istanza cautelare ante causam;

Rif. Leg.: art. 700 cod. proc. civ.; art. 3, 4, 10 Lg. 218/1995 (“Riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato”); artt.7, 25 Reg. UE 1215/2012 (c.d. “Bruxelles I”);

L’istanza cautelare ante causam atipica — connotata dal carattere dell’urgenza e — riguardante la peculiare ragione dell’infondata risoluzione del contratto, ovvero, dell’infondato recesso dal contratto unilateralmente operati da parte di una società straniera legata ad una società italiana da un rapporto negoziale di distribuzione in esclusiva in favore di tal ultima compagine, e più particolarmente, l'istanza cautelare della società italiana che sia volta a contrapporsi preventivamente in via di sospensiva all’iniziativa di fatto unilaterale ed esiziale assunta dalla controparte riguardo al rapporto giuridico in atto comporta il radicamento della competenza giurisdizionale in base al criterio del luogo di esecuzione del provvedimento invocato, effetto questo che attenendo al territorio italiano determina, in applicazione di una norma di diritto internazionale privato avente carattere e qualità di disposizione e principio di ordine pubblico, l’affermazione della giurisdizione esclusiva del giudice ordinario civile italiano, e ciò sebbene il regolamento contrattuale vigente tra le parti comporti esplicita clausola di deroga — nel caso di controversie sorte nell’esecuzione del contratto — alla giurisdizione italiana, e ciò sebbene il vaglio del merito cautelare, ossia la ricorrenza effettiva dei requisiti del fumus boni iuris dell’istanza — ossia l’infondatezza e l’illegittimità della risoluzione o del recesso operati dalla società straniera con sospensione degli effetti ad essi conseguenti — nonché del periculum in mora — ossia l’effettivo pregiudizio che derivi dalla risoluzione o recesso alla società italiana —, avverrà in applicazione della legge straniera propria della società convenuta nel procedimento cautelare ante causam instaurato dalla società italiana, e ciò in quanto la normativa dello stato estero sia l’unica applicabile secondo esplicita clausola convenzionale data tra le parti del negozio giuridico.

Cfr.: indirettamente, da ultimo, Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza 26.10.2018, n. 27164, (rv. 651210-01);


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Tribunale Ordinario di Bologna, Sezione Seconda Civile - Ordinanza 03/02/2022 - 03/02/2022
Giudice Unico estensore dr. Marco D’Orazi

Competenza e giurisdizione – Giurisdizione italiana verso lo straniero – Società italiana distributrice esclusiva per l’Italia – Risoluzione del\ Recesso dal\ contratto della preponente francese – Istanza cautelare – Competenza giurisdizionale del giudice italiano adìto – Giurisdizione italiana e diritto applicabile – Applicazione della legge straniera (francese)Provvedimenti cautelari – Urgenza – Risoluzione del\ Recesso dal\ contratto – Illegittimità (fumus boni juris) – Difetto di attualità del pericolo (periculum in mora) – Reiezione dell’istanza cautelare ante causam;

Rif. Leg.: art. 700 cod. proc. civ.; art. 3, 4, 10 Lg. 218/1995 (“Riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato”); artt.7, 25 Reg. UE 1215/2012 (c.d. “Bruxelles I”); art. 3 Reg. CE 593/2008 (c.d. “Roma I”); artt.1103, 1104, 1224 Code Civil Français;

Ferma la giurisdizione del giudice italiano adìto in via cautelare ante causam ex articolo 700 del codice di procedura civile in ragione del criterio del luogo di esecuzione del provvedimento invocato — e ciò in applicazione della norma di diritto internazionale privato di cui all’art. 10 della Legge 218 del 1995 —, la valutazione del merito cautelare e quindi l’effettiva ricorrenza dei requisiti del fumus boni iuris e del periculum in mora quanto alla risoluzione del contratto o, altrimenti, al recesso dal contratto unilateralmente e, in particolare, arbitrariamente ed illegittimamente operati dalla società straniera in danno della società italiana e perciò, il vaglio sostanziale dell’istanza cautelare atipica e d’urgenza rivolta al giudice ordinario civile italiano al fine precipuo della sospensione degli effetti pregiudizievoli che si produrrebbero dando corso all’unilaterale risoluzione o all’effettivo recesso voluti dalla compagine straniera, devono compiersi, da parte del giudice italiano, in applicazione della legge e del diritto stranieri — ed in ispecie quelli proprii della società straniera convenuta con il ricorso — se ed in quanto le parti abbiano contrattualmente stabilito — sul piano del regolamento convenzionale del rapporto negoziale tra loro corrente — che quella legge e quel diritto siano quelli applicabili al rapporto contrattuale in essere, ponendosi la clausola contrattuale così stabilita in relazione di ‘non-contrarietà’ al principio di ordine pubblico italiano e valendo, la clausola stessa, come possibile, lecito e legittimo criterio ai fini del regolamento del rapporto giuridico in atto — in ogni suo aspetto — sia secondo il diritto comunitario europeo sia secondo il diritto nazionale italiano vigente, determinando l’esito decisorio in merito all’assunta e dedotta condotta arbitraria e illegittima di risoluzione del contratto o di recesso ad nutum dal contratto attualmente in essere tra le tra le parti.


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Tribunale Ordinario di Bologna, Sezione Seconda Civile - Ordinanza 03/02/2022 - 03/02/2022
Giudice Unico estensore dr. Marco D’Orazi

Competenza e giurisdizione – Giurisdizione italiana verso lo straniero – Società italiana distributrice esclusiva per l’Italia – Risoluzione del\ Recesso dal\ contratto della preponente francese – Istanza cautelare – Competenza giurisdizionale del giudice italiano adìto – Giurisdizione italiana e diritto applicabile – Applicazione della legge straniera (francese)Provvedimenti cautelari – Urgenza – Risoluzione del\ Recesso dal\ contratto – Illegittimità (fumus boni juris) – Difetto di attualità del pericolo (periculum in mora) – Reiezione dell’istanza cautelare ante causam;

Rif. Leg.: art. 700 cod. proc. civ.; art. 3, 4, 10 Lg. 218/1995 (“Riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato”); artt.7, 25 Reg. UE 1215/2012 (c.d. “Bruxelles I”); art. 3 Reg. CE 593/2008 (c.d. “Roma I”); artt.1103, 1104, 1224 Code Civil Français;

Nel vaglio del merito cautelare introdotto con istanza atipica e d’urgenza ai fini della sospensione degli effetti derivanti dalla risoluzione unilaterale del contratto ovvero dal recesso ad nutum dal contratto, l’accertamento — seppur in via di cognizione sommaria — dell’arbitrarietà e dell’illegittimità della risoluzione o del recesso che integri il requisito del fumus boni iuris valido, sul piano sostanziale, a confermare la fondatezza dell’iniziativa cautelare assunta, non può al contempo dar luogo alla concessione del provvedimento cautelare di sospensiva invocato riguardo al rapporto corrente tra le parti — ed in particolare quanto alla risoluzione o al recesso rispetto ad esso esercitati — qualora il giudice non ritenga integrato il requisito del periculum in mora, ossia un pregiudizio in termini di “pericolo nel ritardo” o di pericolo di danno irreparabile che sia attuale e che, all’attualità, derivi dalla risoluzione unilaterale o dal recesso posti in essere, in quanto ritenga prevalente ed esaustiva, per la parte istante in via cautelare, la possibilità di poter ottenere pienamente ragione del pregiudizio causatole dalla risoluzione o dal recesso mediante risarcimento del danno nel contesto del giudizio di merito che sia instaurato a fini di cognizione piena del rapporto contrattuale così come venutosi evolvendo tra le parti. Ne consegue che all’attuale fumus boni iuris riguardo l’arbitrarietà e l’illegittimità della risoluzione unilaterale del contratto o del recesso dal contratto che non comporti un danno irreparabile ed un pregiudizio irreversibile — che solo in via cautelare sarebbero evitati —, bensì da cui derivi, per converso, una situazione di pregiudizio pienamente tutelabile in sede di giudizio di merito mediante il diritto al risarcimento del danno che in quella sede compiutamente si accerti, succede il venir meno del presupposto, imprescindibile ai fini della concessione della tutela cautelare, del periculum in mora, non configurandosi in atto alcun pericolo nel ritardo e rimanendo cristallizzato il danno causato dalla condotta illegittima e così il diritto alla sua riparazione in via risarcitoria.


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Corte d’Appello di Bologna, Sezione Terza Civile - Sentenza 21/12/2021 - 19/01/2022 n. 101
Presidente del Collegio dr. Michele Guernelli, Consigliere ausiliario relatore ed estensore dr. Luca Marchi

[APP TRIB BOLOGNA] LeasingLocazione finanziaria – Bene mobile registrato – Acquisto del bene da parte del concedente – Simulata consegna del bene all’utilizzatore da parte del fornitore – Risoluzione per impossibilità sopravvenuta – Leasing – Carenza di ordinaria diligenza e diligenza professionale del concedente – Esclusione di affidamento tutelabile – Risoluzione del contratto per impossibilità sopravvenuta – Diritto del concedente alla restituzione del prezzo del bene da parte del fornitore – Diritto del concedente al “montante” del contratto di leasing da parte dell’utilizzatore – Esclusione – [REIEZIONE] [CONFERMA]

Rif. Leg.: art. 1175, 1176, 1375, 1463 cod. cod.;

Posta la conclusione del contratto di leasing tra concedente ed utilizzatore, la relazione triadica — pur sempre contrattuale — corrente tra concedente, fornitore ed utilizzatore, nonché il collegamento negoziale che ne deriva, determina una estensione dei vizi genetici e funzionali verificatisi ab imis che involge ex se tutti i singoli rapporti instauratisi, di talché, incompiuta la causa concreta del contratto di leasing per inadempimento del fornitore nei confronti dell’utilizzatore, il contratto di leasing corrente tra utilizzatore e concedente esita nella risoluzione per impossibilità sopravvenuta della prestazione, escludendosi qualunque ricaduta del negozio risolto in danno dell’utilizzatore a favore del quale va predicata l’invalidità della clausola di “inversione del rischio” presente nel contratto di leasing, conseguendone — potendone conseguire, in suo danno — solo l’irripetibilità, nei confronti del concedente, dei canoni corrisposti per sua colpa, ossia per consapevole collusione con il fornitore inadempiente e quindi per voluta negligenza — rispetto a una prassi commerciale invalsa, ma giuridicamente illegittima (illecita) — in ragione della quale egli abbia formalmente assentito al fornitore e manifestato ( espresso per iscritto ) il ricevimento del bene oggetto di locazione, pur in assenza della consegna del medesimo.

Cfr.: Cass. civ., Sez. II, Ordinanza (ud. 04.02.2021) 03.09.2021, n. 23875 ; Cass. civ., Sez. III, Ordinanza 28.01.2020, n. 1934, (rv. 656725-01), in Studium juris, 2020, 9, 1087 ; Cass. civ., Sez. III, Ordinanza 23.05.2019, n. 13960, (rv. 654087 - 01), in Foro It., 2019, 12, 1, 3992 ; Cass. civ., S.U., Sentenza 05.10.2015, n. 19785, (rv. 636743), in Contratti, 2015, 11, 1020 ; in Notariato, 2015, 6, 599 ; in Foro It., 2016, 4, 1, 1380 ; in Giur. It., 2016, 1 33 con note di Viti e di Messina ; in Nuova Giur. Civ., 2016, 2, 1, 254 con nota di Fermeglia ; in Contratti, 2016, 3, 244 con nota di Di Rosa ; in Corriere Giur., 2016, 6, 785, con nota di Viti ; Cass. civ., Sez. V, Sentenza 30.04.2014, n. 9417, (rv. 630309) ; Cass. civ., Sez. I, 20.07.2007, n. 16158, in Fall. 2007, 12, 1481 ; in Fallimento 2008, 3, 298 ; i citati provvedimenti sul sito web “Pluris on line”, Utet\ Cedam, ed. Wolters Kluwer Giuridica ;


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Corte d’Appello di Bologna, Sezione Terza Civile - Sentenza 21/12/2021 - 19/01/2022 n. 101
Presidente del Collegio dr. Michele Guernelli, Consigliere ausiliario relatore ed estensore dr. Luca Marchi

[APP TRIB BOLOGNA] LeasingLocazione finanziaria – Bene mobile registrato – Acquisto del bene da parte del concedente – Simulata consegna del bene all’utilizzatore da parte del fornitore – Risoluzione per impossibilità sopravvenuta – Leasing – Carenza di ordinaria diligenza e diligenza professionale del concedente – Esclusione di affidamento tutelabile – Risoluzione del contratto per impossibilità sopravvenuta – Diritto del concedente alla restituzione del prezzo del bene da parte del fornitore – Diritto del concedente al “montante” del contratto di leasing da parte dell’utilizzatore – Esclusione – [REIEZIONE] [CONFERMA]

Rif. Leg.: art. 1175, 1176, 1375, 1463 cod. cod.;

La materiale mancata consegna da parte del fornitore all’utilizzatore del bene che il concedente abbia provveduto a fornirgli acquistandolo dal fornitore e corrispondendone al medesimo il prezzo, con coeva sottoscrizione del verbale di consegna del bene stesso da parte dell’utilizzatore — atto così solo formalmente ed apparentemente rispondente al vero, ed invece realmente e ‘volutamente’ privo della traditio del bene medesimo nella disponibilità dell’utilizzatore perciò e al contempo nell’impossibilità di attendere all’attività cui avrebbe atteso in ragione della detenzione qualificata del bene pervenutagli mediante il concedente, nonché mediante i canoni di locazione già inizialmente corrisposti a quest’ultimo —, tale sequenzialità di adempimenti e inadempimenti determina una complessiva situazione di alterazione del rapporto triadico venutosi a costituire tra fornitore, concedente ed utilizzatore che — per quanto inscritto ad una invalsa prassi — compromette in maniera esiziale il collegamento funzionale che connota il negozio complesso e concluso, ma solo in parte adempiuto, tra le dette parti, viziandone e ledendone la causa concreta e la sua funzione, ed in tal guisa conducendo non altrimenti che alla risoluzione del contratto di leasing corrente tra utilizzatore e concedente per sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta a seguito del perfezionamento del medesimo, e legittimando quindi l’utilizzatore alla proposizione della domanda ed all’esercizio dell’azione volte alla — non altrimenti che fondata — risoluzione del rapporto negoziale in essere, non potendosi al contempo fare luogo ad una motivata tutela dell’affidamento del concedente — situazione giuridica soggettiva inesistente — in ragione della consapevolezza, da parte del medesimo, della prassi ottemperata e che comporta, come detto, l’acquisizione del prezzo da parte del fornitore e la contemporanea sottoscrizione del verbale di consegna da parte dell’utilizzatore sebbene in realtà il bene da quest’ultimo non sia mai stato ricevuto, conducendo, la situazione esistente, al diritto del concedente alla restituzione da parte del fornitore del prezzo corrisposto per il bene non consegnato all’utilizzatore nonché all’illegittima e non perseguibile pretesa nei confronti dell’utilizzatore — mai posto nella concreta disponibilità del bene di cui al contratto di leasing stipulato con il concedente — della corresponsione dei canoni in ragione di tale titolo e nonostante la sua compiuta formalizzazione, dovendosi ritenere cristallizzata e perciò inopponibile la carenza di diligenza sia ordinaria sia professionale del concedente nella conclusione ed esecuzione del contratto di leasing. Ne consegue, al contempo e per altro verso del rapporto negoziale, che l’ottemperanza da parte dell’utilizzatore ad una prassi non altrimenti che illegittima e illecita non gli consentirà di richiedere in restituzione al concedente i canoni a lui già versati.

Cfr.: Cass. civ., Sez. II, Ordinanza (ud. 04.02.2021) 03.09.2021, n. 23875 ; Cass. civ., Sez. III, Ordinanza 28.01.2020, n. 1934, (rv. 656725-01), in Studium juris, 2020, 9, 1087 ; Cass. civ., Sez. III, Ordinanza 23.05.2019, n. 13960, (rv. 654087 - 01), in Foro It., 2019, 12, 1, 3992 ; Cass. civ., S.U., Sentenza 05.10.2015, n. 19785, (rv. 636743), in Contratti, 2015, 11, 1020 ; in Notariato, 2015, 6, 599 ; in Foro It., 2016, 4, 1, 1380 ; in Giur. It., 2016, 1 33 con note di Viti e di Messina ; in Nuova Giur. Civ., 2016, 2, 1, 254 con nota di Fermeglia ; in Contratti, 2016, 3, 244 con nota di Di Rosa ; in Corriere Giur., 2016, 6, 785, con nota di Viti ; Cass. civ., Sez. V, Sentenza 30.04.2014, n. 9417, (rv. 630309) ; Cass. civ., Sez. I, 20.07.2007, n. 16158, in Fall. 2007, 12, 1481 ; in Fallimento 2008, 3, 298 ; i citati provvedimenti sul sito web “Pluris on line”, Utet\ Cedam, ed. Wolters Kluwer Giuridica ;


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Corte d’Appello di Bologna - Ordinanza 13/01/2022 - 13/01/2022
Presidente delegato dr. Giovanni Benassi estensore

[OPPOSIZIONE C DI APPELLO] Avvocato – Compensi ed onorari – Difensore d’ufficio in procedimento penale – Ricorso per cassazione – Inammissibilità – Istanza di liquidazione del compenso – Reiezione – Illegittimità – Annullamento del provvedimento – Spese di giustizia – Liquidazione degli onorari e dei diritti di avvocato – Compenso – Fasi (i) di studio (ii) introduttiva (iii) decisoria del ricorso per cassazione – Riduzione di 1/3 dell’onorario spettante all’avvocato – [ACCOGLIMENTO]

Rif. Leg.: art. 82, 84, 106, 106 bis, 116, 117, 170 dPR 115/2002 (TUSG – “Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia”); art. 143 cod. proc. civ.; art. 1, 2, 3, 24, 36 Cost; art.6 CEDU; art. 15 D. Lgs.vo 150/2011;

Alla difesa d’ufficio non può essere estesa la disciplina del patrocinio a spese dello Stato — a questo istituto esclusivamente riferibile —, dovendosi perciò ritenere ammissibile, nonché legittima e fondata, l’istanza che l’avvocato abbia rivolto all’organo giurisdizionale preposto alla liquidazione del proprio onorario per l’attività svolta in qualità di difensore d’ufficio in sede giurisdizionale penale allegando, al riguardo, l’impedimento oggettivo all’impiego delle opportune procedure — ingiuntiva ed esecutiva — per il recupero del proprio credito professionale in ragione della “irreperibilità di fatto” dell’imputato da lui difeso. Ne consegue che in esito al ricorso per cassazione proposto nell’interesse dell’assistito avverso la sentenza penale resa dalla Corte d’Appello ed alla dichiarazione, in forma d’ordinanza, di inammissibilità dell’impugnazione con cui sia stato definito l’instaurato procedimento da parte della Corte Suprema adìta, l’istanza dell’avvocato alla Corte d’Appello distrettuale ai fini della liquidazione degli onorari e del compenso per l’attività professionale defensionale svolta avanti alla Corte di Cassazione è legittima se ed in quanto l’imputato in sede giurisdizionale penale non era soggetto ammesso al gratuito patrocinio bensì patrocinato dall’avvocato istante in qualità di difensore d’ufficio, ed al contempo è istanza fondata in ragione dell’irreperibilità “di fatto” dell’imputato stesso, costituendo tale oggettiva circostanza, compiutamente dimostrata, impedimento concreto alle procedure esperibili per il recupero coattivo del credito professionale verso il debitore, conseguendone ulteriormente, in esito all’opposizione proposta avanti il presidente della Corte d’Appello avverso il provvedimento negativo e reiettivo del diritto alle spettanze pretese, l’annullamento del decreto con cui la Corte d’Appello penale adìta abbia negato il diritto dell’avvocato difensore alla liquidazione del compenso, irrilevante essendo al riguardo la motivazione del diniego dell’organo adìto anche in termini valutativi, di prevedibilità dei motivi di inammissibilità dell’impugnazione, ossia del ricorso proposto avanti la Corte di Cassazione avverso la sentenza di secondo grado.

Cfr.: Cass. civ., Sez. VI - 2, Ordinanza 17.11.2021, n. 34888 (rv. 662897-01) ; Cass. civ., Sez. VI - 2, Ordinanza 11.06.2021, n. 16585 (rv. 661484-01) ; Cass. civ., Sez. VI - 2, Ordinanza 12.12.2019, n. 32764, (rv. 656261-01) ;

inoltre Cass. pen. Sez. IV Sent., 13/11/2012, n. 4576 (rv. 254661)


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Tribunale Ordinario di Bologna, Sezione Prima Civile - Decreto 07/12/2021 - 13/12/2021
Presidente del Collegio dr.ssa Silvia Migliori, Giudice relatore estensore dr.ssa Arianna D’Addabbo

Sanità e sanitari – Malattie infettive e sociali – Pandemia da virus Covid 19Malattie e rimedi terapeutici – Somministrazione di vaccino anti CovidIndicazione unanime della comunità scientificaFiliazione – Affidamento dei figli minorenni – Minore infra diciottenne – Affidamento condiviso – Assenza di consenso paterno alla vaccinazione – Contrasto con la volontà esplicita del minore – Contrarietà al dovere di salvaguardia del minore – Esclusivo consenso del genitore co-affidatario favorevole alla vaccinazione – Rilevanza e prevalenza esaustiva

Rif. Leg.: Leg. art. 316 cod. civ.; art. 38 disp. att. cod. civ.; art. 737, 738 cod. proc. civ.;

Il conflitto irresolubile insorto tra responsabilità genitoriali in merito alla condotta da attuare e alla scelta da compiere riguardo alla prole minorenne è risolto dal giudice autorizzando l’esplicarsi della volontà del genitore che maggiormente o pienamente risponda, tutelandolo, all’interesse del figlio o della figlia di età minore.


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Tribunale Ordinario di Bologna, Sezione Prima Civile - Decreto 07/12/2021 - 13/12/2021
Presidente del Collegio dr.ssa Silvia Migliori, Giudice relatore estensore dr.ssa Arianna D’Addabbo

Sanità e sanitari – Malattie infettive e sociali – Pandemia da virus Covid 19Malattie e rimedi terapeutici – Somministrazione di vaccino anti CovidIndicazione unanime della comunità scientificaFiliazione – Affidamento dei figli minorenni – Minore infra diciottenne – Affidamento condiviso – Assenza di consenso paterno alla vaccinazione – Contrasto con la volontà esplicita del minore – Contrarietà al dovere di salvaguardia del minore – Esclusivo consenso del genitore co-affidatario favorevole alla vaccinazione – Rilevanza e prevalenza esaustiva

Rif. Leg.: art. 315 bis, 316, 337 bis, 337 ter cod. civ.; art. 38 disp. att. cod. civ.; art. 737, 738 cod. proc. civ.;

Posto il regime di affidamento condiviso in cui versi il figlio minorenne dei coniugi separati legalmente, o legati more uxorio ma di fatto non più conviventi, o divorziati, il conflitto tra gli stessi insorto a causa della pandemia da virus “Covid 19” ed in particolare in merito all’opportunità o meno di sottoporre il figlio in età minore a vaccinazione, va definito tenendo conto, laddove sia possibile ed opportuno, della consapevolezza e volontà manifestate dal minore — se attendibile, in quanto infra quattordicenne ma non più in età infantile —, nonché della prevalente se non unanime opinione della comunità scientifica — che asseveri la necessità della prevenzione della malattia infettiva e contagiosa mediante vaccinazione —, e infine tenendo conto del dovere incombente sul genitore di salvaguardia della salute e del bene della vita del figlio, riconducendosi il convincimento di uno dei genitori orientato nel senso prescindibile della terapia e quindi della ‘naturale’ esenzione da vaccinazione — se non della pericolosità o dannosità della stessa — per il figlio minorenne, ad un rilevante contrasto con i criteri e principii indicati nonché fatti proprii dall’altro genitore e risolvendosi, sul piano giudiziale, l’impasse decisionale dei genitori entrambi affidatari — e in posizione paritaria in termini di responsabilità genitoriale —, facendo prevalere, secondo la ratio della miglior rispondenza all’interesse del minore, la volontà di uno dei co-affidatari e dichiarando in tal modo legittima e valida la prevalenza del consenso alla vaccinazione anti-Covid a fronte dell’assenza di consenso ostativa alla somministrazione del vaccino, benché tale esito privilegi la volontà di un solo genitore a scapito di quella dell’altro e quindi non sia il frutto di una decisione assunta concordemente da entrambi i genitori come la disciplina dell’affidamento condiviso e del pieno esercizio della responsabilità genitoriale esigerebbero.

Cfr.: sul tema, nell’ambito delle Corti emiliane, Trib. Modena, I Sez. civile, Decreto 24/11 - 28/11/2021, (n. r.g. v. 4415/2021), dr. Riccardo Di Pasquale Presidente relatore estensore; Trib. Bologna, I Sez. Civile, Decreto 19/11 - 24/11/2021, (n. r.g. 5735/2021), dr. Bruno Perla Presidente, dr.ssa Sonia Porreca relatore estensore; Trib. Bologna, I Sez. Civile Decreto Pronunzia il 13/10/2021 Pubblicazione il 18/10/2021, (n. r.g. 5024/2021), dr. Bruno Perla Presidente, dr.ssa Sonia Porreca relatore estensore; Trib. Bologna, I Sez. Civile, Decreto 05/10 - 18/10/2021, (n. r.g. vol. 2021/4639), dr.ssa Antonella Palumbi Presidente, dr.ssa Francesca Neri relatore estensore; Trib. Parma, I Sez. civile, Decreto 11/10 - 11/10/2021, (n. 2931/2021 R.G.), dr.ssa Angela Chiari Presidente, dr.ssa Paola Belvedere relatore estensore


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Corte d’Appello di Bologna, Sezione Seconda Civile - Sentenza 26/11/2021 - 13/12/2021 n. 2979
Presidente del Collegio estensore dr.ssa Bianca Maria Gaudioso

[APP TRIB RAVENNA] Ingiunzione – Giudizio di opposizione – Materia soggetta a mediazione obbligatoria – Mediazione – Disposizione ex officio – Inottemperanza dell’opponente a D.I. – Declaratoria di improcedibilità e D.I. definitivo in primae curae – Illegittimità – Opposta (attrice in senso sostanziale) – Parte onerata dell’iniziativa di mediazione – Inottemperanza in primae curae – Improcedibilità della domanda e Revoca del D.I. in esito a giudizio di appello – [RIFORMA INTEGRALE] [IMPROCEDIBILITÀ]

Rif. Leg.: art. 4, 5, 6 D. Lgs.vo 28/2010; art. 354, 429, 447bis, 645 cod. proc. civ.;

Instaurato il giudizio di merito a cognizione piena in esito all’opposizione a decreto ingiuntivo e ricorrendo, quanto al thema decidendum, materia soggetta a mediazione obbligatoria, la disposizione ex officio a ché vi sia esperimento di tale procedura onera la parte ingiungente ed opposta — attrice in senso sostanziale — dell’iniziativa a tal fine necessaria, conseguendo, all’inottemperanza della parte onerata, non altrimenti che la revoca del decreto ingiuntivo opposto in esito alla declaratoria di improcedibilità della domanda; e laddove la condotta inottemperata sia stata rilevata esclusivamente e per la prima volta nel giudizio di merito di secondo grado, a seguito del gravame proposto avverso la decisione comunque assunta in primae curae, il giudice di appello, rilevato il vizio procedurale verificatosi nel precedente grado di giudizio, dichiara l’improcedibilità della domanda, la nullità della sentenza resa in primae curae con rimessione della causa avanti il primo giudice, statuendo in tal modo l’illegittimità della decisione da questi assunta di improcedibilità dell’opposizione e di definitiva valenza ed efficacia del decreto ingiuntivo emesso e quindi, l’infondatezza dell’assunta pronunzia in primae curae di reiezione dell’opposizione in ragione della ritenuta esclusiva e prevalente inottemperanza dell’opponente — convenuto in senso sostanziale — all’onere di assunzione dell’iniziativa ai fini dell’esperimento della procedura di mediazione obbligatoria.

Cfr.: l’orientamento già in precedenza assunto dalla Corte d’Appello di Bologna con Sentenza n° 1730 del 2019, 24.05 - 01.10.2019, Sez. II civile, Presidente del Collegio estensore dr.ssa Maria Cristina Salvadori, pronunzia a sua volta conforme ed anticipatrice dell’interpretazione ed applicazione dell’istituto da ultimo assunta dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione [ le quali - in via di estrema sintesi - hanno affermato che «..nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 5, comma 1-bis, del d.lgs. n. 28 del 2010, i cui giudizi vengano introdotti con un decreto ingiuntivo, una volta instaurato il relativo giudizio di opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione dell’efficacia esecutiva del decreto, l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte opposta; ne consegue che, ove essa non si attivi, alla pronuncia di improcedibilità di cui al citato comma 1-bis conseguirà la revoca del decreto ingiuntivo (..).» Corte di Cassazione, Sez.ni Unite, 18.8.2020, n. 19596 ];

inoltre, da ultimo, nell’ambito delle Corti dell’Emilia Romagna, e sempre in senso conforme alla massima ed alle pronunzie predette : Trib. Bologna, Sentenza 03.12-03.12/2021, n. 3194/2021, Giudice Unico est. dr. Pietro Iovino ; Trib. Bologna, Sez. III civile, Sentenza 29.12.2020 - 07.01.2021, n. 33/2021, Giudice Unico est. dr.ssa Anna Lisa Marconi ; Trib. Modena, Sez. II Civile, Sentenza 16.12 - 16.12.2021, n. 1697/2021, Giudice Unico est. dr. Roberto Masoni ;

in senso difforme, invece : Trib. Parma, Sez. II civile, Sentenza 01.10 - 01.10.2020, Sentenza n. 818/2020, Giudice Unico est. dr. Marco Vittoria ; Trib. Bologna, Sez. II civile, Sentenza 07.07 - 10.07.2020, n. 1039/2020, Giudice Unico est. dr. Marco D’Orazi ; Trib. Parma, Sez. I civile, Sentenza 13.01 - 15.04.2020, n. 283/2020, Giudice unico est. dr.ssa Paola Belvedere ; Trib. Forlì, Sez. II civile, Sentenza 14/10 - 14/10/2019, n. 856/2019, Giudice Unico est. Maria Cecilia Branca ; Trib. Ravenna, Sez. Civile, Sentenza 11.07 - 11.07.2017, n. 667/2017, Giudice unico est. dr. Alessandro Farolfi ; Trib. Bologna, Sez. II civile, Sentenza 22.12 - 28.12.2016, n. 3184/2016, Giudice unico est. dr.ssa Carolina Gentili ; Trib. Bologna, Sez. II civ., Sentenza 20.01 - 20.01.2015, n° 20059/2015, Giudice unico est. dr.ssa Paola Matteucci ;

al di fuori delle corti locali, sempre in senso difforme, con particolare ricchezza di motivazione ed ampi riferimento alla giurisprudenza di merito sul tema, Trib. Torino, Sez. I civile, Sentenza 04.07 - 22.07.2019, n. 3670/2019, Giudice unico est. dr. Edoardo Di Capua ; Trib. Torino, Sez. I civile, Sentenza 06.11 - 07.11.2017, n. 5308/2017, Giudice unico est. dr. Edoardo Di Capua ; Trib. Torino, Sez. I civile, Sentenza 02.10 - 04.10.2017, n. 4613/2017 Giudice unico est. dr. Edoardo Di Capua ;


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Corte d’Appello di Bologna, Sezione Prima Civile - Decreto 18/06/2021 - 25/11/2021
Presidente del Collegio dr.ssa Anna Maria Rossi, Consigliere relatore estensore dr.ssa Antonella Allegra

[RECLAMO TRIB BOLOGNA] Separazione dei coniugi – Modifica delle statuizioni di separazione – in ispecie : – affidamento e collocazione del minore – Sopravvenienza dell’Ordinanza Presidenziale nell’instaurato procedimento di divorzio – Rilevanza e prevalenza esaustiva – Divorzio – Procedimento – Ordinanza Presidenziale – Provvedimenti interinali ed urgenti – Reclamo avverso la modifica delle statuizioni di separazione personale – Reiezione in rito – [IMPROCEDIBILITÀ]

Rif. Leg.: art. 100, 708, 710, 737 cod. proc. civ.; art. 150, 151, cod. civ.; art. 1, 2, 3, 4 Lg. 898/1970 (recante “Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio”); art. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 9, 10 Lg. 74/1987 (recante “Nuove norme sulla disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio”); art. 1 Lg. 55/2015 (“Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché di comunione tra i coniugi”, testo introduttivo del c.d. ‘Divorzio breve’);

La sovrapposizione dell’instaurato procedimento di divorzio al procedimento — in qualunque forma ancora in itinere — di separazione personale dei coniugi determina un esito esiziale di quest’ultimo — qualunque sia la fase o il grado di giudizio in atto — in ragione della prevalenza esaustiva della potestas decidendi — seppur sopravvenuta — del giudice dello scioglimento dell’unione matrimoniale civile o della cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario rispetto alla potestas decidendi del giudice della separazione personale dei coniugi, venendo anche meno, a tal punto, il reciproco interesse delle parti ad agire al fine di ottenere una pronunzia in merito alla sospensione dei reciproci doveri coniugali o ad una diversa disciplina o definizione dell’evolversi degli stessi da parte dell’autorità giurisdizionale ordinaria civile adìta. Ne consegue che anche nel giudizio instaurato ai fini della modificazione delle condizioni di separazione personale dei coniugi — ed anche qualora l’iter procedurale verta sul reclamo proposto avverso la decisione di primo grado resa in merito —, l’intervenuta pronunzia dell’ordinanza presidenziale, nel contesto dell'iniziato procedimento di divorzio, che rilevi l’impossibilità di conciliazione dei coniugi in quanto abbiano manifestato ed espresso l’esser venuta meno la comunione materiale e spirituale tra essi originariamente datasi, ed al contempo, ordinanza presidenziale che disponga, con provvedimenti interinali ed urgenti, in merito alle particolari situazioni nascenti dal vincolo matrimoniale ancora in atto con l’esito finale della designazione del giudice istruttore della causa di divorzio, determina l’improcedibilità del giudizio di separazione personale e la declaratoria ex officio della natura improcedibile delle domande proposte, prevalendo, hinc et inde e con efficacia ex nunc, le statuizioni, in merito allo status dei coniugi, del giudice del divorzio su quelle già rese o in procinto di essere rese da parte del giudice della separazione personale — ed in particolare anche su quelle del giudice chiamato a decidere sulla richiesta modifica delle condizioni stabilite in sede di separazione — il quale non potrà più pronunciarsi né sullo status né sulle questioni genitoriali dando luogo ai così detti provvedimenti “de futuro”, avendo potestas decidendi sul rapporto coniugale solo ed esclusivamente il giudice del divorzio ed esitando, l’azione comunque intrapresa — anche in via d’impugnazione — in merito alle condizioni della separazione e la domanda al riguardo proposta a fini precipui di modifica delle preesistenti decisioni assunte al riguardo, non altrimenti che in una declaratoria di improcedibilità della domanda stessa, determinando un esito di soccombenza esclusivamente in rito della parte attrice, o reclamante o appellante che si veda opposta la chiusura inesitata dell’iter procedimentale in ragione della sopravvenuta causa rappresentata dall’instaurazione e sovrapposizione del giudizio divorzile.

Cfr.: contra, Cass. civ., Sez. I, Ordinanza 05.05.2021, n. 11794, (rv. 661450-01), nonché, in senso conforme, Cass. civ., Sez. I, Sentenza 23.10.2019, n. 27205 in Famiglia e Diritto, 2020, 3, 273 con nota di Danovi ( inoltre, entrambi i provvedimenti, sul sito web “Pluris on line”, Utet\ Cedam, ed. Wolters Kluwer Giuridica ); quindi, in considerazione della giurisprudenza ora citata, a fronte del principio generale enunziato nella massima e quale applicato nel caso de quo — ossia quale precipuamente adeso al caso di specie definito —, deve ritenersi che faccia comunque legittima eccezione il procedimento di separazione personale dei coniugi che eventualmente verta su questione — e quindi decisione — suscettibile di divenire oggetto di cosa giudicata, quale si darebbe — ad esempio — qualora il thema decidendum consistesse nell’addebito di colpa della separazione stessa, ipotesi che comporterebbe solo la sospensione del procedimento di divorzio in attesa della definitività della sentenza cui si pervenga nel giudizio di separazione, per poi riprendere l’iter procedurale dello scioglimento dell’unione matrimoniale civile o della cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario dal momento della sua sospensione.


Massimatore: dott. Gianluigi Morlini (Tribunale di Reggio Emilia)


Tribunale Ordinario di REGGIO EMILIA - Sentenza 12/11/2021 - 18/11/2021 n. 1333
Giudice Estensore dr. Gianluigi Morlini - Ferreira Isador, Miranda Mello Beatriz e Miranda Mello Stefania (avv. Colli e Cattani) c. Alfa s.p.a. di Alfa cav. *** (avv. Tamburini) e Gamma soc. Unipersonale (avv. Ruffini)

Sospensione per pregiudizialità ex art. 295 c.p.c. - Giudizio pregiudicante deciso con sentenza non passata in giudicato – Ammissibilità della sola sospensione ex art. 337 c.p.c. - Fondamento - Conseguenze.
Prove atipiche- configurabilità- valore probatorio - casistica - CTU resa in altri giudizi.

Rif. Leg.: Artt. 295 e 337 c.p.c.
Artt. 2729 c.c. e 116 c.p.c.

Salvi i casi in cui la sospensione del giudizio sulla causa pregiudicata sia imposta da una disposizione normativa specifica, che richieda di attendere la pronuncia con efficacia di giudicato sulla causa pregiudicante, quando fra due giudizi esista un rapporto di pregiudizialità tecnica e quello pregiudicante sia stato definito con sentenza non passata in giudicato, la sospensione del giudizio pregiudicato non può ritenersi obbligatoria ai sensi dell'art. 295 c.p.c. (e, se sia stata disposta, è possibile proporre subito istanza di prosecuzione in virtù dell'art. 297 c.p.c.), ma può essere adottata, in via facoltativa, ai sensi dell'art. 337 comma 2 c.p.c., applicandosi, nel caso del sopravvenuto verificarsi di un conflitto tra giudicati, il disposto dell'art. 336 comma 2 c.p.c.
L’elencazione delle prove civili contenuta nel codice di rito non è tassativa, e quindi devono ritenersi ammissibili le prove atipiche, la cui efficacia probatoria è quella di presunzioni semplici ex art. 2729 c.c. od argomenti di prova. Sono prove atipiche i verbali di prove espletati in altri giudizi, la perizia resa in altro giudizio fra le stesse od altre parti, la sentenza resa in altro giudizio.


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Tribunale Ordinario di Bologna, Sezione Quarta Civile, Sezione Specializzata in materia d’Impresa - Ordinanza 17/11/2021 - 17/11/2021
Giudice Unico estensore dr. Giovanni Salina

Invenzioni industriali – Brevetti europeo e nazionale – Contraffazione – Accertamento della contraffazione in giudizio definito in I grado – Appello pendente – Tutela giudiziale – Trovato non interferente con l’ambito di tutela dei titoli di privativa contraffatti – Allegazioni tecniche analitiche e dettagliate – Oggettiva diversità strutturale e funzionale – Iniziativa cautelare ante causam – Interesse ad agire – Assenza di interferenza – Cognizione sommaria affermativa del fumus boni juris e del periculum in moraConcorrenza sleale – Effetti confusori – Mala fede della resistente – Insussistenza – Istanza di inibitoria – Reiezione

Rif. Leg.: art. 45, 79, 120 D. Lgs.vo 30/2005 (Codice della Proprietà Industriale); art. 5, 100, 115, 700 cod. proc. civ.; art. 2598 cod. civ.;

A prescindere dall’autonomo esercizio, nel contesto di un giudizio di merito a cognizione piena, di un’azione volta all’accertamento negativo della contraffazione o usurpazione dei beni immateriali oggetto di privativa, è legittimamente esperibile un’iniziativa cautelare ante causam che, a fronte dell’accertata contraffazione nel giudizio di primo grado e in pendenza dell’instaurato giudizio di appello in merito alla decisione assunta in primae curae, sia finalizzata ad ottenere tutela giudiziale con riguardo ad un trovato industriale non interferente con l’ambito di tutela dei titoli di privativa contraffatti secondo la decisione resa in esito al giudizio di merito di primo grado, e ciò in quanto l’autore dell’accertata contraffazione adisca — appunto in via cautelare — il giudice competente con allegazioni tecniche, analitiche e dettagliate che offrano e dimostrino l’oggettiva, specifica diversità strutturale e funzionale di un ‘riedito’ ma nuovo, diverso trovato che pur essendo analogo a quello violato — e quindi pur operando sempre nel medesimo ambito commerciale, strumentale, produttivo e di risultato — se ne differenzi intrinsecamente e in modo sostanziale sul piano del diritto, non potendosi negare un effettivo interesse ad agire della parte al fine di ottenere un giudizio di non interferenza e di assenza di contraffazione ( dell’ ‘invenzione’, ossia ) del macchinario ridefinito e appropriato nelle connotazioni sue proprie e precipue rispetto al titolo di privativa giudizialmente ritenuto contraffatto ed usurpato, e ciò seppure secondo una cognizione sommaria ma affermativa del fumus boni juris — quanto alle peculiari e differenziali caratteristiche oggettive del trovato ‘riedito’ rispetto al precedente — nonché ed al contempo del periculum in mora — quanto al pregiudizio di possibili effetti confusori ( posta l’identità del tipo di macchinario ) —. Ne consegue l'infondatezza dell'eccezione di inammissibilità della domanda cautelare di accertamento negativo della contraffazione per difetto dell'interesse ad agire a fronte di ragioni che validamente — sul piano dell'interesse ad agire — motivano e determinano la parte, originaria contraffattrice, a proporre istanza cautelare prodromica ad un eventuale ulteriore giudizio nel merito di primo grado nonché rispetto al gravame ( all'appello ) proposto e nonostante l'esercizio di tale mezzo d'impugnativa avverso l'accertamento d'interferenza con l'altrui privativa di cui alla sentenza pronunziata in esito al giudizio già svoltosi e definito avanti il Tribunale.


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Tribunale Ordinario di Bologna, Sezione Quarta Civile, Sezione Specializzata in materia d’Impresa - Ordinanza 22/10/2021 - 15/11/2021
Presidente del Collegio dr. Fabio Florini, Giudice relatore estensore dr.ssa Rita Chierici

Competenza e giurisdizione civile – Competenza funzionale e per territorio – Sezione Specializzata in materia d’Impresa adìta – Incompetenza funzionale e territoriale – Rilievo ex officio – Eccezione inderogabile – Natura decisoria del provvedimento – Spese giudiziali (mat. Civile) – Regolamento delle spese: compensazione totale o parziale – “Gravi ragioni” di compensazione – Ricorrenza

Rif. Leg.: art. 3, 4 D. Lgs.vo 168/2003 (“Istituzione di Sezioni Specializzate in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale presso Tribunali e Corti d’Appello, a norma dell’articolo 16 della Legge 12 Dicembre 2002, n. 273”); art. 18 D. Lgs.vo 3/2017; art. 91, 92 cpc;

Al rilievo ex officio della incompetenza funzionale e territoriale dell’adìta Sezione Specializzata in materia d’Impresa, così come in esito all’eccezione d’identico contenuto sollevata nel procedimento dalla parte — ed a prescindere dal fatto che l’altra parte vi abbia aderito —, l’ordinanza che accolga l’eccezione o che, prescindendo dall’iniziativa di parte, rilevi e dichiari l’improcedibilità dell’azione in ragione della competenza prevalente ed esclusiva di altra Sezione Specializzata di altro Tribunale è provvedimento di natura decisoria, ciò che comporta imprescindibilmente una statuizione sulle spese giudiziali, dovendosi tenere conto del fatto, né potendosi dismettere il fatto, che sia stato erroneamente instaurato un procedimento avanti un giudice incompetente in base all’erronea iniziativa assunta al riguardo da una delle parti, e ciò anche se la controparte erroneamente convenuta non abbia offerto in punto di insussistenza di potestas iudicandi et decidendi del giudice adìto alcun effettivo contributo, venendone quindi e comunque — dall’esclusiva definizione in rito del giudizio — un’applicazione del principio di causalità della lite e di regolamento delle spese secondo i canoni della soccombenza o della compensazione.

Cfr.: Cass. civ., Sez. VI-1, Ordinanza 08.06.2016, n. 11764, (rv. 639916), sul sito web “Pluris on line”, Utet\ Cedam, ed. Wolters Kluwer Giuridica ;


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Tribunale Ordinario di Bologna, Sezione Prima Civile - Sentenza 06/10/2021 - 08/11/2021 n. 2616
Presidente del Collegio dr. Bruno Perla, Giudice relatore estensore dr.ssa Carmen Giraldi

Divorzio – Elevata disparità (sperequazione) economica (reddituale e patrimoniale) tra gli ex coniugi – Assegno di divorzio – Capacità economica esclusivamente patrimoniale dell’istante – Rinunzia ad attività lavorativa – Assunzione condivisa di ruolo esclusivamente endofamiliare – Tempo del coniugio ed età attuale – Inadeguatezza dei mezzi e incapacità reddituale oggettiva – Diritto all’assegno di divorzio in funzione compensativa-perequativa – Liquidazione equitativa – Assegno di mantenimento dei figli – Istanza di aumento – Reiezione

Rif. Leg.: art. 143 cod. civ.; art. 5 Lg. 898/1970 (recante “Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio”); art. 9, 10 Lg. 74/1987 (recante “Nuove norme sulla disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio”); art. 2, 3, 29 Cost.;

In assenza di capacità reddituale, la pur accertata capacità patrimoniale, obiettiva fonte di un guadagno valutabile mensilmente in favore dell’ex coniuge istante a fini di assegno divorzile, non esclude ex se il riconoscimento di quest’ultimo qualora, in ragione di scelte condivise dagli ex coniugi, vi sia stata da parte sua rinunzia ad una attività lavorativa ed all’autonomia reddituale che essa comportava con l’assunzione, al contempo, di un ruolo esclusivamente endo-familiare, volto principalmente alla conduzione della vita domestica, alla crescita dei figli e con ciò predicando quotidianamente la dedizione all’evoluzione ed al rafforzamento della figura professionale dell’altro coniuge ed in tal modo anche del complessivo patrimonio, affettivo ed economico, della famiglia, ruolo e posizione intra familia che, rapportato ad una significativa durata del vincolo matrimoniale ed all’età attuale dell’istante ne determini — nonostante un’accertata capacità economica di natura patrimoniale, ad esempio da fabbricati messi a reddito — una valutazione in sede giudiziale, e secondo l’orientamento interpretativo ed applicativo nomofilattico, di inadeguatezza dei mezzi e d’incapacità di reddito oggettiva, consentendone l’accoglimento della domanda di assegno di divorzio e il riconoscimento di quest’ultimo a titolo compensativo e perequativo in ragione del personale sacrificio e del contributo morale, spirituale e materiale oggettivamente dato al nucleo familiare nel corso dell’unione coniugale.

Cfr.: Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza 11.07.2018, n. 18287, (rv. 650267-01), (rv. 650267-02), (rv. 650267-03), in Famiglia e Diritto, 2018, 11, 1058 , in Foro It., 2018, 9, 1, 2671 , in Foro It., 2018, 12, 3999 , in Giur. It., 2018, 8-9, 1843 con nota di Rimini , in Corriere Giur., 2018, 10, 1186 con nota di Patti , in Nuova Giur. Civ., 2018, 11, 1607 con nota di Benanti , nonché sul sito web “Pluris on line”, Utet\ Cedam, ed. Wolters Kluwer Giuridica ;


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Tribunale Ordinario di Bologna, Sezione Quarta Civile - Sentenza 24/10/2021 - 05/11/2021 n. 2611
Giudice Unico estensore dr. Giovanni Salina

Intermediazione finanziaria – Valori mobiliari – Esecuzione del contratto – Difetto di consenso alla singole operazioni – Esclusione – Violazione degli obblighi informativi – Esclusione – Inadeguatezza della “frequenza” delle operazioni – Sussistenza – Valori mobiliari – Esecuzione del contratto – Promotore finanziario dipendente dell’intermediario (Banca) – Contrattazione “fuori sede” – Rapporto di occasionalità necessaria – Responsabilità contrattuale ed extracontrattuale – Responsabilità risarcitoria solidale e paritetica dell’Intermediario e del promotore – Obbligazioni – Inadempimento – Affidamento acritico ed incondizionato dell’investitore (avvocato) – id est : carente diligenza e prudenza – Concorso del fatto colposo del creditore

Rif. Leg.: art. 21, 23 D. Lgs.vo 58/19998 (“Testo Unico delle disposizioni in materia d’Intermediazione Finanziaria”); art. 23, 26, 27, 28 Reg. Consob 11522/1998 (“Regolamento di attuazione del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58”); Reg. Consob 16190/2007 (“Regolamento recante norme di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 in materia di intermediari”); art. 1418 cod. civ.;

Quando non sia contestata la genesi del rapporto d’intermediazione finanziaria in valori mobiliari — ossia il rapporto giuridico nella sua fase genetica e di costituzione —, bensì siano contestate le sole modalità di esecuzione del negozio posto in essere tra le parti, e più precisamente in punto di assenza del consenso a ché venisse data esecuzione al contratto in un determinato modo, è ab imis infondata l’azione di nullità o di annullabilità e, conseguentemente, di inopponibilità e inefficacia delle singole operazioni d’investimento compiute nei confronti dell’investitore, e quindi ed in particolare è infondato l’esercizio di un’azione dell’investitore volta ad invalidare alcuni ordini di acquisto di titoli secondo una domanda di nullità c.d. “selettiva”.

Cfr.: Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza 04.11.2019, n. 28314, (rv. 655800-01), in Quotidiano Giuridico, 2019 ; in Foro It., 2020, 3, 1, 934 ; in Studium juris, 2020, 6, 731 ; in Notariato, 2020, 1, 39 ; in Contratti, 2020, 1, 11 con nota di Pagliantini ; in Corriere Giur., 2020, 1, 5 con nota di Scognamiglio ; in Società, 2020, 7, 844 con nota di Costanza ; in Nuova Giur. Civ., 2020, 1, 32 con nota di Dalmartello ; in Giur. It., 2020, 2, 273 con nota di Iuliani e di Pagliantini ; in Danno e Resp., 2020, 6, 709 con nota di Ruggiero ; inoltre, il citato provvedimento, sul sito web “Pluris on line”, Utet\ Cedam, ed. Wolters Kluwer Giuridica ;


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Tribunale Ordinario di Bologna, Sezione Quarta Civile - Sentenza 24/10/2021 - 05/11/2021 n. 2611
Giudice Unico estensore dr. Giovanni Salina

Intermediazione finanziaria – Valori mobiliari – Esecuzione del contratto – Difetto di consenso alla singole operazioni – Esclusione – Violazione degli obblighi informativi – Esclusione – Inadeguatezza della “frequenza” delle operazioni – Sussistenza – Valori mobiliari – Esecuzione del contratto – Promotore finanziario dipendente dell’intermediario (Banca) – Contrattazione “fuori sede” – Rapporto di occasionalità necessaria – Responsabilità contrattuale ed extracontrattuale – Responsabilità risarcitoria solidale e paritetica dell’Intermediario e del promotore – Obbligazioni – Inadempimento – Affidamento acritico ed incondizionato dell’investitore (avvocato) – id est : carente diligenza e prudenza – Concorso del fatto colposo del creditore

Rif. Leg.: art. 21, 23 D. Lgs.vo 58/19998 (“Testo Unico delle disposizioni in materia d’Intermediazione Finanziaria”); art. 23, 26, 27, 28 Reg. Consob 11522/1998 (“Regolamento di attuazione del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58”); Reg. Consob 16190/2007 (“Regolamento recante norme di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 in materia di intermediari”); art. 1418 cod. civ.;

Nel rapporto di intermediazione finanziaria in valori mobiliari, la fase di esecuzione del contratto concluso e perfezionatosi tra le parti si valuta in base all’osservanza, da parte dell’intermediario finanziario, dei doveri di informazione, di adeguatezza nonché di correttezza e buona fede in merito al singolo atto d’investimento, conducendo, la violazione di tali obblighi comportamentali — qualora dia luogo ad un inadempimento grave —, esclusivamente alla risoluzione, in favore dell’investitore e con diritto al risarcimento del danno, del singolo e specifico vincolo negoziale al riguardo instauratosi, e non invece alla invalidità dell’atto posto in essere secondo le forme proprie della nullità o dell’annullabilità.

Cfr.: Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza 19.12.2007, n. 26724 (rv. 600329), in Contratti, 2008, 5, 488 ; in Società, 2008, 5, 571; in Danno e Resp., 2008, 5, 525 con nota di Roppo e di Bonaccorsi ; in Obbl. e Contr., 2008, 2, 99 con nota di Rubino ; in Nuova Giur. Civ., 2008, 4, 1, 432 con nota di Salanitro ; in Corriere Giur., 2008, 2, 223 con nota di Mariconda ; in Contratti, 2008, 3, 229 con nota di Sangiovanni ; in Società, 2008, 4, 449 con nota di Scognamiglio ; in Foro It., 2008, 3, 1, 784 con nota di Scoditti ; Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza 19.12.2007, n. 26725 , in Giur. It., 2008, 2, 347 con nota di Cottino ; in Dir. Fall., 2008, 1, 1/2, 1 con nota di Sartori ; in Contratti, 2008, 3, 221 con nota di Sangiovanni ; in Resp. civ., 2008, 6, 525 con nota di Toschi , Vespasiani ; inoltre, entrambi i citati provvedimenti, sul sito web “Pluris on line”, Utet\ Cedam, ed. Wolters Kluwer Giuridica ;


Massimatore: dr. Pierluigi Moscone


Tribunale Ordinario di Bologna, Sezione Quarta Civile - Sentenza 24/10/2021 - 05/11/2021 n. 2611
Giudice Unico estensore dr. Giovanni Salina

Intermediazione finanziaria – Valori mobiliari – Esecuzione del contratto – Difetto di consenso alla singole operazioni – Esclusione – Violazione degli obblighi informativi – Esclusione – Inadeguatezza della “frequenza” delle operazioni – Sussistenza – Valori mobiliari – Esecuzione del contratto – Promotore finanziario dipendente dell’intermediario (Banca) – Contrattazione “fuori sede” – Rapporto di occasionalità necessaria – Responsabilità contrattuale ed extracontrattuale – Responsabilità risarcitoria solidale e paritetica dell’Intermediario e del promotore – Obbligazioni – Inadempimento – Affidamento acritico ed incondizionato dell’investitore (avvocato) – id est : carente diligenza e prudenza – Concorso del fatto colposo del creditore

Rif. Leg.: art. 21, 23 D. Lgs.vo 58/19998 (“Testo Unico delle disposizioni in materia d’Intermediazione Finanziaria”); art. 23, 26, 27, 28 Reg. Consob 11522/1998 (“Regolamento di attuazione del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58”); art. 40, co. 1, ult. cpv., Reg. Consob 16190/2007 (“Regolamento recante norme di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 in materia di intermediari”);

Nella fase di esecuzione del contratto di intermediazione finanziaria in valori mobiliari — ed in particolare di un contratto di consulenza, ordini, sottoscrizioni, collocamento e custodia in “dossier titoli” di strumenti finanziari —, pur accertata l’ottemperanza dell’intermediario finanziario — ed in ispecie del promotore finanziario suo dipendente e per lui operante — ai doveri informativi verso l’investitore in merito all’oggetto delle singole operazioni di investimento, nonché accertata la ricorrenza del consenso dell’investitore alle singole operazioni d’investimento compiute, egualmente assume rilievo — sul piano comportamentale dell’intermediario — l’inadeguatezza degli atti negoziali d’investimento quale si caratterizzi e presenti per la costante sollecitazione al loro compimento e per l’eccessiva e ripetuta frequenza del loro verificarsi e del loro attuarsi, e più propriamente in un modo e in una forma che si palesino incompatibili con la pregressa esperienza finanziaria maturata dall’investitore — e quindi con la sua profilatura quale originariamente tracciata — nonché con il suo concreto interesse all’effettivo compimento degli stessi, ciò che rende fondata la domanda di risoluzione e risarcimento a tal riguardo proposta nei confronti dell’intermediario finanziario in ragione della compiuta violazione della specifica normativa applicabile in materia e dell’effettiva conseguente perdita patita in concreto dall’investitore.

Cfr.: Cass. civ., Sez. I, Sentenza 15.07.2021, n. 20251, (rv. 661821-01) ; Cass. civ., Sez. I, Ordinanza 31.08.2020, n. 18153, (rv. 658879-01) ; Cass. civ., Sez. I, Sentenza 22.05.2020, n. 9460, (rv. 657682-01) ; Cass. civ., Sez. I, Ordinanza 21.12.2018, n. 33353 ; Cass. civ., Sez. I, Ordinanza 18.06.2018, n. 16088 ; Cass. civ., Sez. I, Ordinanza 01.02.2018, n. 2523 ; Cass. civ., Sez. I, Sentenza 23.05.2017, n. 12937, (rv. 644459-01), in Società, 2018, 5, 617 con nota di Afferni ; in Corriere Giur., 2018, 6, 773 con nota di Lemetre ; inoltre, i citati provvedimenti, sul sito web “Pluris on line”, Utet\ Cedam, ed. Wolters Kluwer Giuridica ;

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